Dal 22 al 24 maggio 2026 negli
spazi di M9 a Mestre (Venezia) si terrà l'Itinerant Deaf Cinema
Festival, il primo festival italiano interamente dedicato al
Deaf Cinema. Il festival prova a rispondere con un'esperienza
immersiva e radicale che mette al centro il linguaggio visivo,
il corpo, il gesto e lo spazio. Non un semplice festival
"accessibile", ma un luogo dove il cinema cambia prospettiva.
Dove il ritmo delle immagini sostituisce quello delle parole e
dove la lingua dei segni, i corpi e la dimensione visiva
diventano strumenti narrativi, artistici e politici.
Tre giorni di proiezioni internazionali, incontri,
performance, visual dj set, workshop, aperitivi e party
trasformeranno il museo in uno spazio vivo di incontro tra
comunità sorda e udente, tra cinema e sperimentazione, tra
intrattenimento e riflessione. Saranno presentate oltre 30 opere
internazionali tra cortometraggi, documentari, animazioni e film
sperimentali provenienti da tutto il mondo: una selezione che
attraversa generi e linguaggi differenti, in cui i corpi
diventano espressivi, intimi e politici, raccontando culture e
paesi dove la lingua dei segni rappresenta resistenza, identità
e futuri possibili.
Coerentemente con l'iniziativa, tutte le attività saranno
accessibili grazie ad un team di interpreti udenti e Sordi di
Lingua dei Segni Italiana e Segni Internazionali. Attenzione è
prestata alla sottotitolazione: tutti i film sono sottotitolati
con sottotitoli inclusivi in italiano e inglese e gli eventi
serali sono accessibili anche tramite il respeaking.
"Il festival è uno spazio di incontro concreto tra comunità
sorda e udente - rileva il direttore artistico Fabio Zamparo. -
Non è un evento 'inclusivo' nel senso convenzionale, ma un luogo
in cui i linguaggi si contaminano, si mettono in discussione e
si trasformano. È in questa direzione che si inserisce uno dei
momenti più significativi del festival: la creazione del primo
Manifesto del Deaf Cinema, a circa 150 anni dal Congresso di
Milano del 1880, che ha segnato una frattura storica vietando
l'uso delle lingue dei segni". Per Viviana Carlet, fondatrice di
Piattaforma Lago "l'Itinerant Deaf Cinema Festival rappresenta
perfettamente questa visione: non un evento costruito attorno al
concetto di inclusione come concessione, ma uno spazio in cui
nuovi linguaggi possono ridefinire il modo stesso in cui
guardiamo, ascoltiamo e ci relazioniamo agli altri".
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